Il lungo e convulso dominio dei Malatesta ha segnato profondamente la storia, l’arte e il paesaggio di queste colline, che sono state per secoli luogo di incontro e di scontro fra civiltà e culture diverse. La vallata è delimitata a sud dal Monte Perticara e dal Monte Fagnano e a Est dal fiume Uso; al centro di questo territorio si staglia invece il Monte Aquilone. Perticara fu fin dall’antichità una terra famosa e ricca per le sue miniere di zolfo e del salnitro, oggi abbandonate e silenziose; sulle loro spoglie sorge Sulfur: importante Museo Storico Minerario.
Nel suo alto corso l’'Uso è ricco di splendidi paesaggi, la vegetazione e' ricca di specie spontanee e derivanti dalla passata colonizzazione agricola: salici, ontani, pioppi, canneti, tifeti, giuncheti e, nel sottobosco, orchidee selvatiche. Nei terreni più asciutti crescono invece rigogliose le roverelle, i pruni, i biancospini e i castagni e specie di origine agricola come gelsi, olivi, sorbi e melo grani. Gli animali che popolano stabilmente la vallata sono rapaci come il gheppio, la poiana e lo sparviere, il picchio, il martin pescatore e l'upupa. Verso la pianura, i morbidi fianchi delle colline sono costellati da fruttetti e vigneti. Sogliano ha due peculiarità geologiche: le famose fosse tufacee, dove ogni anno viene fatto stagionare il prelibato formaggio di fossa, e i sassi marmorizzati di calcite e argilla, utilizzati per realizzare la “piastra romagnola”, la tradizionale teglia per cuocere la piadina. Balcone panoramico sulla pianura e sulle vicine rocche, Borghi è una terra molto frequentata dagli amanti del trekking per la varietà dei percorsi verdi e per la natura incontaminata, che intorno a Roncofreddo trabocca in piccole valli e nelle gole solcate da rivoli e ruscelli.
A 8 km da Borghi si staglia anche l’aspra rupe di San Giovanni in Galilea, paese così alto e inerpicato da dare un senso costante di vertigine. Seguendo il corso del Rubicone da Monteleone si può raggiungere Montecodruzzo attraverso il percorso del Gorgoscuro: attraverso le colline, passando da Ciolaraldi, ci si addentra in una fitta e vegetazione. Il percorso, conduce poi a cielo aperto verso una ripida salita che giunge a Montecodruzzo. >> |